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22 giugno 2010

L'esperienza conta quanto il 110

Riportiamo il seguente articolo di Elvira Serra apparso sul sito Corriere.it il 21 Giugno 2010.

MILANO - «Quando leggo un curriculum non controllo necessariamente il voto di laurea e il tempo per conseguirla. La preparazione è fatta di tanti fattori. Magari c’è un candidato un po’ fuori corso che però ha fatto una importante esperienza di volontariato, che è stato all’estero, che ha ritardato perché nel frattempo ha avviato una piccola impresa ». Non era un’istigazione al fuori corso quella di Luisa Todini, la presidente dell’Associazione costruttori europei, l’altroieri a Roma alla tavola rotonda per il Premio Bellisario (che ha ricevuto). «Penso che soprattutto le aziende private, le piccole e medie imprese, possano guardare al di là dei parametri tradizionali. Non sempre è il modello del primo della classe a essere vincente. Spesso arrivare da una famiglia disagiata, l’aver affrontato difficoltà economiche, ti dà una marcia in più». E lei non può dirlo, oggi, senza pensare all’uomo dal quale ha imparato di più: suo padre, Franco Todini, scomparso nove anni fa. «A lui devo tutte le mie fortune professionali. Era cresciuto in campagna, aveva solo la terza media, perché a otto anni le sue braccia erano abbastanza forti da lavorare nei campi. Eppure ha fondato un’impresa che fino all’anno scorso aveva quasi 3.000 addetti e che oggi, dopo la fusione con Salini, insieme con il gruppo supera i 13 mila. L’università di Perugia gli conferì la laurea honoris causa in ingegneria civile».



Visto dai «reclutatori»

Vai a spiegarlo ai cacciatori di teste: quelli che, su incarico delle aziende, individuano imigliori talenti. Claudio Ceper, senior partner di Egon Zehnder, non vuole neanche sentirne parlare. «Le grandi società di consulenza non prendono in considerazione chi si è laureato con meno di 110 nei tempi e non abbia fatto una o due esperienze all’estero. Del resto i risultati si vedono: i vari Passera, Colao e Profumo sono tutti ex McKinsey». Orgoglio di papà, cita suo figlio Davide, 30 anni, 110 e lode in Bocconi, Erasmus in Argentina, master alla Columbia University. «Ora sta lavorando a Rio de Janeiro. Suona il pianoforte, parla quattro lingue. E i suoi amici hanno fatto carriere simili». Per fortuna tra la perfezione pretesa da Boston Consulting, Bain, Accenture e simili e l’evidente debole competitività di un trentenne appena laureato con 85/110 c’è forse una via di mezzo. Giovanna Brambilla, ad di Value Search, osserva che più si va avanti con la carriera più conta l’esperienza maturata e meno i titoli. «Il voto e la durata degli studi sono un importante elemento di giudizio, ma non l’unico. Certo, se il voto è basso e il candidato non ha fatto nulla per dare valore aggiunto al suo curriculum, la valutazione sarà negativa». Ma può essere interessante, come nota il suo collega Vittorio Villa, responsabile Italia di Robert Half, «quel candidato che ha "perso tempo" tra l’ultimo esame e la discussione della tesi perché ha lavorato a tempo pieno».


Visto dagli imprenditori
Spiazza tutti Federica Guidi, presidente dei Giovani di Confindustria. Lei va oltre Luisa Todini. «Meglio nessuna laurea e tanta buona volontà unita all’esperienza sul campo. Un perito meccanico e un ragioniere hanno più senso di un laureato in Scienza della comunicazione. Ci vuole l’apprendistato, piuttosto che vegetare su corsi fantasiosi». Dopodiché non si sentirebbe mai di dire a un neoleureato giovanissimo in ingegneria che parla tre lingue: mi dispiace, hai sbagliato. «Però devo essere onesta: in India, dove vado spesso, ogni anno vengono sfornati un milione 400 mila nuovi ingegneri tra i 23 e i 25 anni. Conoscono l’inglese come un madrelingua e hanno una flessibilità mentale che li porta a lasciare il loro Paese per vivere ovunque». Mario Perego, direttore risorse umane del Gruppo Heineken, multinazionale con 2.500 dipendenti in Italia, tra un topo di biblioteca che si è laureato in fretta e furia con lode e uno più lento che ha fatto esperienze interessanti non ha dubbi. «La velocità di per sé non è un elemento positivo. Il volontariato, per esempio, non può essere sostitutivo dell’anno di studi perso. Però, se il candidato si è impegnato in un contesto non confortevole, fuori di casa, all’estero, non può che aver maturato capacità utili». Mentre Giovanni Bonatti, direttore generale di Fratelli Rossetti, ha idee diverse. «Il titolo di studio è fondamentale. Do molto valore al massimo dei voti e al "peso" dell’ateneo. I tempi giusti sono importanti, danno un senso di coerenza».


Visto dagli atenei
Guido Tabellini è rettore di una di quelle università che hanno maggior «peso»: la Bocconi di Milano. Oltre il 90% dei suoi laureati trova lavoro inmeno di due mesi. «Cosa ci rende competitivi? Il fatto che spingiamo i nostri studenti a fare stage nelle aziende e li aiutiamo a trovarli. Insistiamo sull’esperienza internazionale, invitandoli ad andare all’estero almeno per sei mesi durante il corso di studi. Vigiliamo sul loro percorso e infatti pochissimi sono in ritardo». La Bocconi però non è proprio alla portata di tutti. «Ma abbiamo borse di studio e un valido programma di prestiti». La vera discriminante, forse, resta l’esperienza sul campo. È questa a fare la differenza anche in una università pubblica come La Sapienza di Roma. Spiega il rettore Luigi Frati: «Tutto il settore della formazione sanitaria si fonda sul learn by doing, impara facendo. Ho fatto un accordo con duemila aziende per garantire gli stage ai ragazzi. Su 140 mila iscritti in totale, l’impatto sulla società è diverso rispetto a atenei privati e a pagamento con 10 mila studenti, ma i risultati cominciano a vedersi: secondo una ricerca di AlmaLaurea il 90% dei laureati in area sanitaria trova lavoro entro un anno».



Elvira Serra





9 giugno 2010

Borsa di studio WEP per uno stage negli USA


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Per essere uno dei 7 beneficiari della borsa di stage WEP, troverai qui indicate le modalità per presentare la tua candidatura:

STEP 1 Compila la preiscrizione che trovi di seguito ed inviala all'indirizzo  julie@wep.org  il più rapidamente possibile e comunque non oltre il 20 giugno 2010. Se sarai selezionato in base ai titoli, ti spediremo il dossier da completare il più presto possibile.

Scaricare il formulario di pre-iscrizione per la Borsa di studio WEP - stage USA

STEP 2 Compila il tuo dossier ed inviacelo appena puoi  e comunque non oltre il 7 luglio 2010, sempre all'indirizzo  julie@wep.org.

STEP 3 Ti informiamo se sei uno dei 7 candidati borsisti.

Non appena le 7 borse saranno assegnate, indicheremo il nome dei borsisti sul nostro sito www.wep-italia.org
  

Condizioni di partecipazione

• Essere motivato e serio
• Essere studente di istruzione universitaria o giovane diplomato
• Aver fatto gli studi nei seguenti campi:

    - commercio
    - finanze
    - management/amministrazione aziendale
    - turismo
    - settore alberghiero / ristorazione

    • Rispondere ai seguenti requisiti:
      -  età dai 20 ai 35 anni
      -  avere una fedina penale pulita
      -  avere un livello medio di inglese
      -  presentare la preiscrizione entro e non oltre il 20 giugno 2010
      -  inoltrare il dossier completo di candidatura entro e non oltre il 7 luglio 2010
      -  partire entro la fine del 2010
      -  effettuare lo stage nel settore dei propri studi, da un minimo di 3 mesi ad un massimo di 6 mesi.


      • Non può essere indicata nessuna preferenza riguardo ad una regione di sistemazione.
      • I dossier incompleti non saranno presi in considerazione.
      • Una cauzione di buonafede di 200 euro ti verrà richiesta al momento della conferma che tu sei uno dei 7 borsisti. Questa cauzione sarà restituita se lo stage sarà stato effettuato interamente.


        Borsa
        La borsa copre le seguenti spese: la sistemazione, il patrocinio ufficiale di un organismo americano riconosciuto dal Dipartimento di Stato, il biglietto aereo A/R e l'assicurazione viaggio. Gli stagisti devono organizzarsi e farsi carico dell'alloggio, dei pasti e delle spese personali in loco. Lo stage non è retribuito.





        4 giugno 2010

        C'è chi scommette e chi... fa



        (Da "La Stampa" del 4/6/10)

        Una società da il via alle giocate su quali specie animali si estingueranno più velocemente "Scommettere sulle eventuali ricadute ambientali causate dall'esplosione della piattaforma petrolifera Deep Horizont, nel Golfo del Messico": è l'iniziativa promossa da una società autorizzata alla riscossione di scommesse che approfitta cinicamente della situazione: “Abbiamo una filosofia molto semplice. Se c'è un evento molto interessante del quale parlano tutti, noi crediamo che alla gente dovrebbe essere consentito di sostenere la propria opinione su quel fatto, anche scommettendo con del denaro” ha dichiarato Ken Robertson, il portavoce della società. La vincitrice della gara è Kemp's Ridley, una specie di tartaruga marina che migra dalle coste del Messico per approdare in Florida. E' già in pericolo di estinzione ed è la più piccola tartaruga marina vivente: oggi si contano solo più 8 mila esemplari. La somma da giocare è di 5 dollari e, nel caso di vittoria, si guadagnano 9 dollari. Altri animali oggetto delle scommesse sono il capodoglio, il tonno rosso e il pellicano bruno della Louisiana. Il “Washington Post” riporta quanto ha affermato Robertsonil: “Speriamo che queste scommesse evidenzino la catastrofe ambientale. Perdere delle specie animali è una giocata sicura, l'unica domanda da porsi è quali”. Gli animali non sono gli unici ad essere al centro delle giocate online. Sul sito, infatti, è possibile scommettere quale sarà il futuro amministratore delegato della compagnia petrolifera britannica: Ian Conn, l'attuale direttore della società, sembra essere il favorito. La scommessa sulla Marea nera non è la prima per l'azienda: la società aveva già dato il via, l'anno scorso, ad alcune giocate sulla stima della popolazione degli orsi polari nel 2011.

        Il Wildlife program ti offre l'opportunità di integrarti in un centro per la protezione e la cura degli animali selvatici in un paesaggio eccezionale nella regione di Port Douglas, situato fra due riserve naturali classificate patrimonio dell'umanità: la grande barriera corallina e la foresta vergine di Daintree e Cape Tribulation. Ti unirai allo staff del centro la cui missione è la cura degli animali ammalati, feriti o abbandonati e la sensibilizzazione per le persone alla salvaguardia della natura. (Leggi tutto su Protezione degli animali)





        15 aprile 2010

        Volontariato ecologico in Nuova Zelanda



        Vulcani, coni perfetti e pendii indefiniti. Nebbie e nevi perenni, rocce laviche nere come la pece e sentieri improponibili che si inerpicano sulle pendici del Tongariro National Park e piu' a ovest il Taranaki, isolato e imponente, anch'egli celato dalla bassa coltre nuvolosa. Tra di essi la Whanganui valley e la gioia di esservi immersi.

        L'isola del sud
        Le strade senza traffico collegano cittadine piccole e calde, tutte con edifici ad uno o due piani. Tra di esse la foresta sembra inghiottire la strada, i fiumi paiono voler spazzar via da un momento all'altro i ponti che li attraversano e la pioggia rende il paesaggio verde brillante e l'incedere gelido e arduo. Uccelli inetti al volo ed opossum attraversano furtivamente le strade inseguendosi nell'eterna lotta tra prede e predatori. Le baie spesso inaccessibili della costa meridionale costituiscono il riparo ideale per animali schivi come i pinguini e il campo da giochi preferito dei piu' socevoli delfini e degli intraprendenti leoni marini.

        Ghiaccio bollente
        Il ghiaccio domina il panorama fin oltre l'orizzonte. Le piu' alte vette della Nuova Zelanda si specchiano nei laghi dalle acque cristalline. L'oceano, poco distante, accoglie i fiumi che scendono prima violenti e ruggenti, poi placidi e silenziosi, inghiotendoli come un vorace pozzo senza fondo. Il riscaldamento terrestre non ha risparmiato nemmmeno quest'angolo di mondo alla fine del mondo. I ghiacci si ritirano eppure sono ancora li', poco distanti dalla linea costiera, fin quasi al livello del mare. Il loro fronte e' alto ma fragile, elicotteri fanno la spola perennemente dai loro hangar fino in alto, fino a raggiungere Tasman e Cook, i due esploratori che scoprirono questa meraviglia e che ora vivono, scolpiti per sempre nel nome di queste rocce imponenti come le dolomiti.



        Sperimenterai la dimensione di una squadra di circa 10 volontari provenienti da tutto il mondo sotto la guida di un capogruppo. I progetti di volontariato coinvolgono diversi aspetti dell'attività di protezione dell'ambiente: cura e manutenzione delle aree protette, rimboschimento, mantenimento dell'ecosistema locale, controllo dei fenomeni di erosione, (Leggi tutto  Volontariato ecologico in Nuova Zelanda)
        Parte di questo post è stato tratto da Life in Travel

        9 aprile 2010

        Volontariato ecologico in Namibia


        Abbiamo già parlato del nuovo Volontariato ecologico che Wep e NASA hanno organizzato sulla Luna (by the way, abbiamo avuto delle vere iscrizioni). Torniamo sulla terra. Namibia. Wildlife, che non è solo un concetto ma anche un programma: mi spiego meglio. Protezione dei parchi e salvaguardia del territorio fanno parte del normale Volontariato ecologico WEP in USA, Australia ecc...

        Con il Wildlife in Namibia potrete invece proteggere specie in via di estinzione nei grandi parchi naturali africani (sì, proprio quelli dei documentari tipo National Geographic o Bbc), curare quelli feriti da bracconieri o da altri animali. Se Steve Irwin rimane il vostro eroe questo è il programma che fa per voi.
        Vivrai in una riserva naturale nel cuore della savana (nella regione di Omaheke, a 312 Km da Windhoek) che si occupa di animali selvatici feriti o abbandonati.
        La riserva è stata creata 30 anni fa ed ospita più di 200 animali. Il compito dei volontari è preparare i pasti e distribuirli agli animali, assistere i veterinari nelle cure dei cuccioli durante il giorno e la notte
        (Leggi tutto sulla protezione degli animali in Africa)

        6 aprile 2010

        Volontariato sociale in Africa


        Un sacco di idee ci vengono in mente quando guardiamo, sulla cartina, il continente africano. Terra di conquista (europea) fino a 70 anni fa l'Africa è oggi il continente più povero del mondo con il più alto tasso di nascite (la popolazione è quadruplicata dagli anni '50 a oggi).

        Alcune note interessanti:
        • Del continente africano fanno parte, assieme ad altre isole appartenenti a Stati non africani, anche le italiane Pelagie, situate sullo zoccolo africano. Lampedusa, Linosa e Lampione sono l'unico territorio della Repubblica Italiana che si trovi fuori dall'Europa geografica1.
        • All'ingresso dello Stretto di Gibilterra, proveniendo dal Mediterraneo, una nave non si trova fra i territori della Spagna a nord e del Marocco a sud, bensì della Gran Bretagna a nord (Gibilterra) e della Spagna a sud (Ceuta)2.
           
        • Taxi Brousse.  Affollatissimi, richiestissimi e alla moda.
          Sono i taxi brousse che dalle coste del Senegal hanno attraversato il Sahel per tutta l'Africa occidentale. Questi pulmini di svariate dimensioni partono giornalmente dalle piazze delle principali città per raggiungere i villaggi più sperduti nella savana. Ed è per la loro capillarità ed il prezzo contenuto del biglietto che sono diventati insostituibili fra la gente. In Africa equatoriale sono chiamati matatu3.
        Il Volontariato sociale in Africa si svolgerà presso una ONG oppure un’associazione locale in città o villaggi. I progetti sono molteplici: educazione, agricoltura, sviluppo delle infrastrutture sanitarie, sviluppo dell’artigianato e micro imprese, lotta contro l’AIDS, aiuto alle persone disabili, assistenza tecnica alle associazioni. Lavorare in un progetto di volontariato in Africa significa dare il proprio aiuto dove è più necessario, alcuni progetti richiedono esperienza e qualificazione. (Leggi tutto su Volontariato sociale in Africa)
        Da non perdere/consigliatissimi
        Libri: Bilal, Fabrizio Gatti, ed. Rizzoli
        Film: Blood Diamond, L'ultimo Re di Scozia, Hotel Rwanda

        2 aprile 2010

        Volontariato in India


        Un miliardo e 200 milioni. No jokes, parliamo del'India, il paese più popolato dopo la Cina con il tasso di nascite fra i più alti del mondo. Quando si dice India ci vengono in mente folle infinite, una tradizione inaccessibile e millenaria, una povertà altrettanto incredibile per il nostro modo di pensare e vedere. India, mai paese è stato forse più incompreso e malcompreso. In effetti il paese è lì, a qualche ora di volo dalla nostra vecchia Europa eppure è impressionante la quantità di nulla che si sa sulla cultura Indiana. Un esempio fra tutti? Dimenticate che in India esista una religione: non c'è. O meglio: esiste qualcosa che secondo gli occidentali può assomigliare ad una religione ma che in realtà non è in nessun modo... Per questo tipo di notizie vi rimandiamo a Guenon e Coomaraswamy: oggi parliamo di volontariato sociale in India.

        Quando partite per un volontariato in India avrete l'impressione di andare ad aiutare qualcuno. In effetti è anche così, ma in breve sarà l'India ad aiutarvi. Come? Non avete che a scoprirlo...
        Questo programma ti offre la possibilità di scoprire l'india in modo diverso, incontrandola gente del luogo, vivendo e lavorando con loro, offrendo sostegno a chi ne ha più bisogno. il soggiorno è diviso in due fasi distinte. (leggi tutto su Volontariato in India)
        Leggi anche le esperienze dei Weppini partiti in India sull'ultimo numero del Go Wep!

        1 aprile 2010

        Volontariato ecologico sulla Luna (cratere Hertzsprung)




        Ti piacciono i grandi spazi aperti e le esperienze insolite? WEP ti propone di seguire le orme di Armstrong e Frimout  per partecipare  al 1° volontariato ecologico spaziale della storia.

        IL PROGRAMMA
        In stretta collaborazione con l'agenzia spaziale europea (ESA), il programma offre l'opportunità, ad un ristretto gruppo di giovani, di poter aiutare gli scienziati europei in missione sulla Luna. Il programma prevede lo studio della geologia locale (prevalentemente roccia lunare), esplorazione del satellite, manutenzione delle zone protette, coltivazione di carote, analisi dell'atmosfera... è un'opportunità unica per i più avventurosi fra di voi!
        I candidati per la prima partenza (decollo previsto a Luglio 2011) potranno inviare la loro candidatura a informazioni@wep.org per avere anche maggiori indicazioni circa la tempistica e il prezzo.

        CONDIZIONI DI PARTECIPAZIONE
        • Avere delle buone conoscenze dell'inglese, sufficienti per capire le istruzioni dello scienziato-capo
        • Essere in ottime condizioni di salute. Il programma è sconsigliato alle persone con dei problemi cardiaci o respiratori.
        • Amare la natura, i grandi spazi, i luoghi lontani dal caos delle grandi città
        • Saper trattenere il respiro per più di cinque minuti.
        • Non avere problemi di claustrofobia
        • Verranno privilegiati i candidati aventi delle nozioni di agronomia e di astrofisica applicata alle carote spaziali.

        26 marzo 2010

        Farm Norvegia

         

        Volete partire in Norvegia? La nuova rubrica "In pillole" magari vi può essere d'aiuto... Dunque, in Noooorvegia:

        • Le cure dentistiche per le persone da 0 a 20 anni sono gratuite
        • Le spese scolastiche (tasse, libri, materiale di consumo) sono gratuite fino alle scuole medie
        • La raccolta differenziata non prevede la separazione della plastica (perché?)
        • Alcuni negozi hanno dei lumini davanti alle porte d'ingresso
        • Nessuno usa tende alle finestre, semmai veneziane
        • Il traffico a Oslo è quasi inesistente. Siamo a livello di Remanzacco. Forse meno.
        • La concentrazione di taxi e mezzi pubblici è impressionante. In qualsiasi momento si guarda la strada, si vede almeno un taxi o un tram/bus.
        • Non esistono film doppiati (dubbed). Solo in lingua originale con i sottotitoli.
        • C'è un sito del fisco norvegese dove è possibile vedere il reddito e l'ammontare di tasse pagate di chiunque dando il nome e cognome (non l'ho verificato di persona, ma mi piacerebbe)
        • Nel Finnmark,la regione più settentrionale della Norvegia,si può assistere allo spettacolo del sole di mezzanotte. A nord del circolo polare artico, in estate, il sole scende sotto la linea dell'orizzonte per un tempo brevissimo. Quindi, per più di due mesi c'è luce anche nelle ore notturne. 
        • In inverno accade l'opposto, con lunghe giornate in cui il sole non sorge mai. 
        • Non è raro vedere come al di fuori dei locali pubblici, soprattutto in centro, ma anche in zone piuttosto "trendy" e piene di pub/ristoranti/ecc.. come Grünerløkka, i passeggini vengono lasciati al di fuori dei locali.
        Questa esperienza ti offre la possibilità di condividere la vita di una famiglia di agricoltori norvegesi. trascorrerai mesi indimenticabili nel paese dei Vichinghi, dei fiordi, del sole di mezzanotte e della natura! sarai accolto in una fattoria norvegese e in cambio della pensione completa (...) (Farm stay Norvegia)
        (parte di questo post è estratto dal blog streppone.it)

        25 marzo 2010

        Jobs & Travel Australia


        Ciao Wep,
        sta andando davvero molto bene, dopo la scuola a Sydney sono stato prima in Nuova Zelanda, dopodiche' ho lavorato in una farm in French Island, un posto molto vicino a Melbourne; ora trascorrero' qualche giorno proprio a Melbourne per poi ripartire e andare a lavorare in un'altra farm vicino a Wodonga. La ricchezza del viaggio sta nella novita': amicizie, posti, lavori, esperienze in generale che aprono la mente e lasciano segni indelebili nel cuore...non dico nulla di nuovo :)

        Affronto con il massimo della positivita' ogni singolo giorno di questa stupenda avventura e della mia vita, cercando di non fare progetti a lungo termine, cercando di non avere pregiudizi o aspettative su persone, posti o cose e godendo a pieno dell'imprevedibilita' della vita, che chissa' dove mi portera'!
        Saluti,
        Marco
        Grazie ad un visto particolare, vacanza-lavoro all'estero, concesso solo ad alcuni paesi ti verrà offerta l'opportunità di viaggiare e lavorare in Australia per un periodo massimo di 12 mesi. Sarai tu a scegliere la durata del tuo soggiorno e potrai decidere di partire in qualunque momento dell'anno. Durante la tua permanenza all'estero potrai lavorare, grazie all'assistenza WEP, per poterti ripagare le spese di vitto, alloggio e viaggio.
        (Leggi tutto)

        22 marzo 2010


        Ok, lo ammettiamo: in questo diario weppiano o weppino (boh?) ci stiamo un pò soffermando sul Canada... Abbiamo parlato di chi vuole viaggiare e lavorare, di chi preferisce lavorare in una fattoria e ora parliamo di chi non si accontenta solo di grandi spazi aperti ma ama anche, e soprattutto, gli animali. Parliamo di Volontariato. Parliamo di Wildlife Canada, ovvero come poter viaggiare, imparare una lingua e fare del volontariato proteggendo gli animali:
        Ti unirai al team Wildlife Rehabilitation Centre (centro di protezione della fauna selvatica) nella regione di Vancouver (costa ovest del canada). Questa esperienza è molto intensa e ti permetterà di scoprire il Canada e la sua fauna. Si tratta tuttavia di un lavoro impegnativo sia fisicamente che emotivamente: la priorità del progetto è infatti il salvataggio e il benessere degli animali. Non ci sono quindi orari di lavoro, devi dar prova di flessibilità ed essere pronto a fare qualsiasi tipo di lavoro (continua a leggere)

        20 marzo 2010

        Lavorare in fattoria in Canada


        A mari usque ad mare o per chi (come noi),  non si ricorda bene il latino, da mare a mare: il motto del Canada. Canada, cioè Kanata, che in Irochese vuol dire "villaggio, comunità" lo dicevamo ieri, è un paese vastissimo, famoso per i suoi spazi aperti e le sue foreste. Partendo dall'esigenza di chi vuole viaggiare e vedere il più possibile ci siamo resi conto che molti altri avevano un'altro desiderio, per certi versi, opposto. Come poter vivere in un paese straniero imparando la lingua, la cultura ma in posti lontani dalle trafficate città? Il programma Farm Stay Canada (soggiorno in fattoria in Canada) è nato più o meno in questo modo: lavorare in una fattoria canadese per guadagnarsi vitto e alloggio e vivere immersi nella natura. Only once in a lifetime...
        Sarai accolto in una tipica fattoria canadese, principalmente nel British Columbia. In cambio di pensione completa (vitto e alloggio), aiuterai la famiglia di agricoltori o allevatori che ti ospita, collaborando tra le 25 e le 35 ore a settimana.

        19 marzo 2010

        Viaggiare e lavorare in Canada


        Sfogliando appunti di viaggio e vari blog ci siamo soffermati sul Canada, il secondo paese più grande del mondo dopo la Russia (ma solo 228esimo come densità di abitanti), sede delle 2010 Winter Olympics di Vancouver. Ci siamo chiesti due cose: come poterlo girare in lungo e in largo e come rendere questa esperienza accessibile a tutti. Per questo e altri motivi è stato creato il programma Jobs & Travel in Canada che permette di unire il viaggio a diverse esperienze lavorative. Più backpacker di così...
        C'è solo un problema: il Canada mette a disposizione solo 600 visti work&travel per l'Italia e, quindi, è meglio affrettarsi prima che esauriscano...
        Grazie ad un visto particolare, vacanza-lavoro all'estero, concesso solo ad alcuni paesi ti verrà offerta l'opportunità di viaggiare e lavorare in Canada per uno periodo massimo di 6 mesi.